GYULA ILLYES

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Sto scrivendo. Entra un odore di pesce,
silenzioso, augura il buon giorno
al mio naso, ai polmoni, al cuore.
“ Mi manda il lago. Come va?”. “Va“.

Sul tavolo gli impegni premono
ma non mi riesce di lavorare.
Un altro ospite. Profumo di funghi?
Il bosco dietro alla montagna penetra dalla finestra.

Poi, con febbre da innamorato,
un pioppo, quasi balbettando.
E un campo, con tintinnante allegria,
fresco di concime primaverile.

Un camino, col fumo degli sterpi,
la mucca del vicino, muggendo,
tutti i fili d'erba del prato,
i cirri del cielo.

E mi spiegano, fraternamente,
che è bello vivere, che si deve e si può:
i miei occhi non sanno trattenersi,
rispondono col pianto.

6 commenti:

  1. la semplicità è sicuramente una bella virtù ma, sinceramente, questi versi, pur esprimendo concetti e stati d'animo positivi e lodevoli, mi piacciono poco. più che una poesia, questa mi sembra una riflessione, la pagina di un diario, il brano di una chiacchierata con un amico un pò depresso al quale cerchiamo di ricordare che la vita è bella. chiedo scusa all'autore per l'opinione severa e spero non me ne voglia.

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  2. Questa poesia mi trasporta direttamente dentro la scena che descrive; i miei sensi possono percepire la potenza delicata con cui i "visitatori" annunciano la loro presenza. Personalmente trovo questi versi molto belli, anche quelli dell'ultima quartina, in cui personalmente non avrei utilizzato certi termini che invece alla fine mi pare non risultino banali. Mi piace anche come viene resa la capacità di percezione dell'essere umano una volta spogliato delle sue "infrastrutture protettive" autocostruite.
    Molto bello il verso dell'odore di pesce che augura il buongiorno, così come quello del pioppo con febbre da innamorato.

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    1. concordo con te Paolo, penso sia un bellissimo inno alla natura, capace di trasmettere gioia di vivere a coloro che sanno osservarla con gli occhi incantati del cuore

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  3. anche a me piace molto, proprio per la semplicità e la creatività, in fondo penso che la poesia sia esattamente questo:osservare la realtà da un'angolazione inusuale, e qui l'aspetto inusuale è l'odore di pesce che augura il buongiorno, la percezione degli elementi della natura come attori che si muovono su una scena, mi piace molto: mi manda il lago, come va ?

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  4. per l'ultima quartina: probabilmente nella traduzione qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto, e comunque è una poesia che risale agli anni 30, non è esattamente contemporanea...

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  5. un grazie a paolo z. e paolo p.: ho riletto cercando un'ottica diversa e, in effetti, pur nella semplicità, si coglie l'originalità. sicuramente mi piace più di prima.

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